Il «De luce» di Bartolomeo da Bologna. Studio e edizione

Istituto di studi italiani

Composto presumibilmente a Parigi intorno al 1270, il De luce è un libro che, al pari del ben più noto De oculo morali di Pietro di Limoges, si colloca al crocevia fra discipline, ambienti e contesti comunicativi differenti: la teologia e la scienza ottica, l’insegnamento universitario e la predicazione mendicante, la trattatistica tecnica e gli strumenti pastorali. In questo manuale il francescano Bartolomeo da Bologna compendia numerose informazioni circa la luce fisica e, tramite una serie di articolate analogie, trova per ciascun aspetto o fenomeno un corrispettivo sul piano spirituale. Come altri membri del suo ordine (fra cui Ruggero Bacone, Giovanni Peckham, Matteo d’Acquasparta, Servasanto da Faenza), il frate contribuisce così alla divulgazione e alla reinterpretazione di un sapere fondamentale anche per la letteratura e l’arte del tempo. Si presenta qui una nuova edizione del testo, accompagnata da un’accurata descrizione dei testimoni manoscritti. Ampio spazio è inoltre riservato alla ricostruzione della biografia, dell’opera e del profilo intellettuale di Bartolomeo, con l’obiettivo di far emergere il ruolo che l’autore e il suo lavoro rivestono in seno alla grande tradizione della perspectiva duecentesca.