Pubblicazioni recenti
La vita delle cose. Materia, oggetto e immaginazione in Dante
Una ben nota caratteristica della poesia dantesca è la capacità di rappresentare con fulminea immediatezza non soltanto le realtà sensoriali ma anche quelle più immateriali, grazie alle risorse di un’immaginazione straordinariamente poliedrica. Il presente volume si interroga appunto sul nesso tra oggetto e materia da un lato e immaginazione dall’altro, all’interno di una tradizione critica che dal concetto di “realtà rappresentata” («dargestellte Wirklichkeit») di Eric Auerbach giunge fino a Benjamin e alle più recenti acquisizioni interpretative.
Le quattro sezioni del volume (Concepire, Immaginare, Raffigurare e Riflessi ed echi) declinano questa dialettica nelle sue varie componenti, ovvero, rispettivamente: la forza oggettivante della poesia dantesca; il ruolo e gli esiti espressivi della sua espressione fantastica; la potente sintesi da lei offerta tramite la rappresentazione per immagini; offrendo, infine, alcuni esempi significativi di ricezione di tali aspetti nella poesia e nell’arte moderna e contemporanea.
Arabeschi, 23 (2024): Prometeo, mito e intermedialità
Il fascicolo monografico indaga la ricezione del mito di Prometeo, nella sua mobilità non solo diacronica e diatopica, ma anche intermediale. La pubblicazione mette in luce la prolifica fortuna della figura di Prometeo attraverso diversi media, dalla letteratura e il teatro fino al cinema, i videogiochi e i meme contemporanei, che ne determinano trasformazioni sostanziali. L’instabilità, caratteristica costitutiva della fortuna del mito, rende Prometeo una figura emblematica per analizzare i meccanismi complessi della ricezione intermediale.
La costanza del risultato, l'ardimento dell'interpretazione. Padre Giovanni Pozzi nel centenario della nascita
Pietro Montorfani, Uberto Motta, Stefano Prandi e Aurelio Sargenti (a cura di)
Novara, Interlinea, 2024
ISBN: 9788868576219
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Giovanni Pozzi è stato uno dei maggiori italianisti del secondo Novecento, impegnato sul doppio fronte della critica letteraria e della filologia. Autore di numerosi studi – da La rosa in mano al professore (1974) ad Alternatim (1996) – e di importanti edizioni critiche e commentate (l’Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna, le Castigationes Plinianae di Ermolao Barbaro e l’Adone di Giovanni Battista Marino), ha contribuito fortemente al rinnovamento di vari ambiti di ricerca: dallo studio delle forme retorico-stilistiche della tradizione a quello della topica letteraria; dalla storia della mistica e della religiosità popolare ai problemi legati al rapporto tra parola e immagine, a cui sono dedicati i volumi La parola dipinta (1981), Poesia per gioco (1984) e Sull’orlo del visibile parlare (1993). Nato a Locarno nel 1923 e ordinato sacerdote nell’Ordine dei Frati Cappuccini nel 1947, all’Università di Friburgo ebbe come maestri Gianfranco Contini e Giuseppe Billanovich (e extra muros Carlo Dionisotti). Si addottorò nel 1952 e, dopo la libera docenza conseguita nella stessa università, ne divenne professore ordinario di Letteratura italiana per quasi un trentennio (1960-88). Dalle aule universitarie trasferì infine il suo magistero in quelle del Convento dei Cappuccini di Lugano, dove visse in continua operosità fino alla morte, avvenuta il 20 luglio 2002. Il volume raccoglie i contributi del convegno internazionale (Lugano, 26-27 maggio 2023) organizzato da Associazione Biblioteca Salita dei Frati, Istituto di studi italiani dell’Università della Svizzera italiana e Dipartimento di italiano dell’Università di Friburgo, nel centenario della nascita.
Altre Modernità (2023): Effetti del contagio: dominio del reale e del simbolico
Il fascicolo monografico Effetti del contagio: dominio del reale e del simbolico vuole essere un’occasione di confronto interdisciplinare sul tema del contagio, affrontato nella lunga durata, dall’Antichità greca e latina fino all’età contemporanea. Il discorso intende il fenomeno della diffusione virale sia in senso materiale - come contaminazione di persone e oggetti - sia in senso figurato, in rapporto alla circolazione delle idee sul piano sociale e culturale.
Su queste basi, i contributi si raggruppano intorno a due poli: da un lato essi trattano del contagio delle idee inteso storicamente come focolaio di infezione da debellare insieme al supporto-libro, ma anche come neutra o positiva disseminazione di principii etici o estetici. D’altro lato si esamina la semantica del contatto nelle pratiche sociali, in un percorso che tratta del tocco rituale nella Grecia classica per giungere alla codificazione della distanza nei testi di buone maniere nell’Ottocento e di qui al nesso tra distanziamento sociale e criminalità emerso durante la recente pandemia.
Narrativa, 45 (2023): Impegno, politica, ideologia nella letteratura italiana degli anni Duemila
Silvia Contarini, Sara Sermini (a cura di)
Nanterre, Presses universitaires de Paris Nanterre, 2023
ISBN: 9782840165354
Open Access
Questo numero della rivista Narrativa intende indagare la produzione letteraria degli anni Duemila attraverso tre parole-chiave: impegno, politica e ideologia. Si tratta di concetti percepiti oggi come logori o troppo connotati, accusati di aver esaurito ogni potenzialità in relazione alla letteratura e alle arti più in generale, talvolta invece risemantizzati, rivitalizzati, o semplicemente rinominati. L’obiettivo di questo numero è quello di esaminare i modi in cui questi concetti passano “attraverso” la letteratura italiana più recente, influenzandone, al di là dei contenuti, soprattutto le forme.
Versants, 70:2 (2023): Co-creare. Forme della collaborazione letteraria e interartistica
Questo numero di Versants è dedicato al tema della co-creazione e della collaborazione letteraria in area italiana, con un interesse particolare per i processi che caratterizzano le dinamiche della co-creazione e un'apertura a esperienze che coinvolgono diverse forme di espressione, codici e linguaggi, al fine di comprendere la collaborazione anche come possibile occasione di interazione tra domini artistici ed espressivi diversi. L'arco cronologico ricoperto dai saggi raccolti nel fascicolo, dal xv al xx secolo, è ampio, a dire della trasversalità storica del fenomeno; un accento particolare è posto tuttavia sul Novecento e sul contesto delle (Neo-)Avanguardie.
Tempo della fine e fine del tempo. Poesia, teatro e pensiero nell'ultimo Giudici
Gli ultimi dieci anni della vita in versi di Giovanni Giudici ospitano una stagione creativa sorprendentemente coesa e originale, illuminata da immagini riepilogative e da processi che gettano una luce inedita sull’intera opera. Le raccolte Quanto spera di campare Giovanni (1993), Empie stelle (1996) ed Eresia della sera (1999), la drammaturgia Perché mi vinse il lume d’esta stella (1991) e prose come Andare in Cina a piedi (1992) testimoniano una riflessione sul senso della fine e, all’indomani della caduta del muro di Berlino, aprono un dialogo diretto con il Novecento e con la sua complessa eredità.
Riccardo Corcione fa di questa intersezione fra fine biologica e fine storico-culturale la bussola ermeneutica di Tempo della fine e fine del tempo. Attraverso la ricostruzione di un tessuto intertestuale ampio e complesso, questo saggio segue i movimenti e le impennate di un “pensiero poetante” inesauribile. Dall’intreccio sapiente fra i libri degli anni Novanta e altri testimoni coevi, emerge un pensiero lucido e di respiro europeo, che chiama in causa autori come Kafka, Yeats, Frost, Eliot, Celan, Pascoli, Saba, Noventa, Caproni, Fortini, Pasolini e Zanzotto, e filosofi come Benjamin, Weil, Blanchot, Arendt, Illich, Bodei, Blumenberg, Givone e Agamben. Tempo della fine e fine del tempo ci parla di una poesia quotidiana e metafisica, che fa della dialettica con la fine la sua sfida più alta.
Journal of Pragmatics (Virtual Special Issue): Epistemic and evidential markers in contexts of disagreement
Il volume esamina i marcatori epistemici ed evidenziali per far luce sul rapporto tra la gestione della conoscenza e del disaccordo nell'interazione. I contributi indagano il ruolo di tali marcatori in situazioni di disaccordo, ad esempio nel discorso argomentativo, e descrivono le funzioni legate al disaccordo di singole espressioni epistemiche ed evidenziali.
Guido Gozzano, Anacronismi e didascalie. Prose varie 1903-1916
Marco Maggi (a cura di)
Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2023
ISBN: 9788893597241
E-book (Open Access): 9788893597258
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Per la prima volta in un’edizione testualmente affidabile, le «prose varie» del Gozzano «gazzettiere» ricamano su fatti minimi di cronaca e di costume, ritraendo il trionfo della Belle Époque, ma nel contempo registrando lo stridore e gli anacronismi che ne annunciano il tracollo. L’infatuazione per il francescanesimo e quella per gli aerostati, la moda e la nostalgia per meridiane e cacce al falcone, i conflitti razziali negli Stati Uniti e la guerra, nuovi mezzi come la fotografia e il cinema: l’occhio ironico e indagatore di Gozzano si posa su dettagli significativi che hanno il potere di illuminare un’epoca e, di riflesso, anche tratti della contemporaneità. Completano il volume i testi di rievocazione storica esclusi dai precedenti riordini di settore nell’ambito delle prose, anch’essi venati da un tutt’altro che nostalgico gusto per l’anacronismo. Sensibilissimo sismografo del contesto, questi testi forniscono altresì un prezioso affaccio sull’officina poetica gozzaniana, in quanto luogo di ‘riciclo’ ma anche di sperimentazione, come il commento di cui sono corredati mette puntualmente in luce.
Historical Etiquette. Etiquette Books in Nineteenth-Century Western Cultures
Il libro propone un modo innovativo di studiare l’etichetta dell’Ottocento, quando la fortuna editoriale dei libri di etichetta raggiunse livelli senza precedenti in Francia, Italia e Gran Bretagna, nei Paesi Bassi e negli Stati Uniti. Introducendo l’etichetta come concetto teorico nella pragmatica della cortesia e nella pragmatica storica, l'analisi ne esamina aspetti chiave quali il legame col protocollo di corte, i copioni altamente coercitivi e intricati, i rituali liminali del gatekeeping, la precedenza, l’imbarazzo sociale, la paura dell’errore. Lo studio si interroga sul rapporto complesso tra l’etichetta storica e le nozioni adiacenti di cortesia, condotta, moralità, convenzione, rituale, che a loro volta sollecitano domande sugli stereotipi di genere e sui privilegi di classe che circondano il suo attuale revival. Adottando un approccio comparativo unico e una metodologia basata sulla linguistica dei corpora, questo volume cerca di rivitalizzare la nostra comprensione dell’etichetta. Il libro è di particolare interesse per chi si occupa di linguistica e di pragmatica storica, e di campi affini, quali la critica letteraria, gli studi di genere e della vita familiare, dello spazio domestico e urbano.